martedì 10 aprile 2007

Lost In Translation

The Chemical Brothers. 1997. Spike Jonze. Electrobank. Ricordate quel video ? Non so...ne sono sempre rimasto affascinato, così "diverso" dalla produzione contemporanea. Recentemente l'ho rivisto e un dubbio è affiorato: eppure la protagonista non mi è nuova...
...Piccola ricerca, ed ecco, non mi ero sbagliato: trattasi di Sofia Coppola, figlia del celeberrimo Francis, che in seguito sarebbe stata anche moglie dello stesso Jonze (il matrimonio è terminato nel 2003, per "differenze inconciliabili"). Il perchè di questa breve introduzione è presto spiegato: Sofia Coppola, qui alla seconda prova da regista, porta su celluloide molto di se stessa in "Lost in Translation" (che esce proprio nel 2003), non solo il ricordo dei suoi numerosi soggiorni a Tokyo poco più che ventenne, ma anche (si vocifera) parte della vita di coppia (la figura del fotografo - un ottimo G.Ribisi - potrebbe essere liberamente ispirata a quella dell'ex marito).

Girato praticamente in un mese e candidato a ben 4 premi Oscar (la Coppola ha ritirato la statuetta per la "miglior sceneggiatura originale"), "Lost in Translation" è un film che parla del "riuscire a trovare se stessi" e dell'essere "trovati" (come recita la locandina), di incontri inaspettati, di quelle situazioni speciali, improvvise, uniche e inattese, che in qualche modo cambieranno per sempre il corso degli eventi nostri e non solo.
Perfetto, semplicemente perfetto, Bill Murray nella parte di un ex divo cinematografico, dolce e sbarazzina S.Johansson, qui alla prima prova importante della carriera (superata a pieni voti). Sullo sfondo una Tokyo bellissima, sempre sveglia, luci al neon, karaoke e sale giochi. Un posto magico, per una commedia in agrodolce, delicata, intimista, acuta.

Curiosità: La Coppola aveva sempre avuto in mente B.Murray come protagonista di questo film.
La Frase: "For Relaxing Times, Make it Suntory Times".
Trailer: Internazionale.

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